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Intervista Natalia Pavlova
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- P.R : Da quanti anni insegna pianoforte?
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- N.P : Insegno pianoforte da più di venticinque anni. Ho cominciato che ero ancora studentessa ed ho subito compreso che questa era la mia vera vocazione.
- Sin da bambina sognavo di viaggiare per il mondo ed andare alla ricerca dell'ignoto. Posso paragonare l'insegnamento del pianoforte a questi viaggi: è ugualmente interessante ed eccitante. Ciascun allievo, bambino o adulto, rappresenta una scoperta, una promessa e può essere un nuovo talento.L'esperienza si rivela sempre interessante, qualsiasi sia il risultato ottenuto.
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- P.R : Quale repertorio insegna ai suoi allievi?
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- N.P : E' molto ampio.
- Dall'epoca barocca: Bach, Haendel, Scarlatti.
- Ai classici: Haydn, Mozart, Beethoven che aprono l'epoca romantica a: Chopin, Schumann, Schubert, Liszt, Mendelssohn.
- Poi i post romantici: Fauré, Debussy, Ravel, Skrjabin, Rachmaninov.
- Ed infine il XX secolo: Prokof'ev, Šostakovic, Albéniz, etc.
- I bambini suonano anche Kabalevskij che compose specialmente per loro.
- Mi capita ugualmente di introdurre nel repertorio dei Ragtime e dei Blues.
- In questo momento preparo con un allievo l'accompagnamento per un opera di Scott Joplin, "Tremonischa".
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- P.R : Secondo lei, quanti tra i suoi allievi diventeranno dei professionisti?
- N.P : E' una domanda difficile. Solo quei pochi che sono molto dotati per la musica e che si applicano Con regolarità possono sperare di intraprendere una carriera musicale. Altri sono professionisti e vengono per perfezionare la loro tecnica e la loro interpretazione. Molti di loro hanno partecipato a importanti concorsi classificandosi nei primi posti. Ma, ahimè la professione musicale in Francia non sembra essere né valorizzata né sicura. Questa situazione provoca delle paure, perchè diventare musicista di alto livello richiede un grande impegno e un'assoluta dedizione. In ogni caso, la mia professione mi ha dato così tanta soddisfazione che non la cambierei con nessun'altra.
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- P.R. : Si dice che ora lei non accetti più altri allievi. E' comunque possibile almeno prenotarsi?
- N.P : Sì, accetto dei candidati che superino un esame ed un'audizione. Così posso valutare la loro determinazione, il loro livello e la loro Sensibilità per la musica.
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- P.R : Che formazione ha ricevuto a Mosca e a Parigi?
- N.P : A Mosca mi sono diplomata all'accademia Gnessina(dove ha studiato Evgenij Kissin) ed in due scuole superiori di musica. Nello stesso periodo ho
ottenuto la laurea in inglese all'istituto di lingue straniere. A Parigi mi sono laureata in psicologia alla Sorbona e questo è molto utile alla mia professione. In tutta la mia vita ho sempre cercato di migliorare la mia conoscenza musicale lavorando con dei pianisti concertisti e partecipando ad alcune master classes a Mosca e a Parigi.
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- P.R : Qual'è il brano musicale più difficile che ha suonato?
- N.P : Domanda impegnativa,ma cerchero di rispondere. Le difficoltà possono essere di ordine tecnico e la loro soluzione è indispensabile per poter esprimere le intenzioni del compositore, il suo stile, la sua sensibilità, in sostanza ciò che riguarda la sua interpretazione. Ho eseguito le 32 variazioni in do minore di Beethoven davanti ai miei allievi per il concerto di fine anno. E' un opera difficile: 27 pagine in 10-12 minuti dove l'umore e la tecnica cambiano incessantemente. Ho anche suonato gli studi di Chopin dove una sola difficoltà si distribuisce su più pagine. Questo rappresenta una dura prova per la mia resistenza fisica. Quando ero ancora studentessa, ho eseguito dei concerti. La struttura polifonica di Bach richiede uno studio preventivo della costruzione dell'opera ed un particolare lavoro tecnico.
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- P.R : Qual'è stata la situazione più curiosa della sua vita musicale?
- N.P : Penso si possa trovare una vena comica in molte situazioni. Ma voglio raccontare un episodio particolarmente curioso. In Francia ho insegnato in un associazione. In giugno come sempre c'è il concerto degli allievi, e come spesso accade, mi chiesero di accompagnare degli altri strumenti, dei cantanti ed anche una danzatrice. E come la maggior parte delle volte senza una preparazione preventiva, vedendo dunque la partitura per la prima volta direttamente sul palco. Quella fu una situazione come nel "quartetto" di Krilov. Gli allievi suonavano un pezzo, ma sul leggio del pianoforte me ne avevano messo un altro! Normalmente mi riprendo facilmente dagli sbagli del tempo e del ritmo degli altri, ma quella volta fu impossibile. Interruppi immediatamente l'esecuzione, ma poi mi domandai: se non l'avessi fatto, davvero in sala se ne sarebbero accorti?
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- P.R : Che cosa dà di diverso e di innovativo ai suoi allievi?
- N.P : Posso aiutarli a cambiare radicalmente eventuali tecniche sbagliate che non permettono loro di interpretare correttamente tutte le opere come vorrebbero. Posso aiutarli a comprendere lo stile e la struttura dell'opera per trovare la giusta modalità di interpretazione. Soprattutto, sono molto interessata ai debuttanti, bambini ma anche adulti perchè è possibile dare loro una base solida soltanto all'inizio dell'insegnamento.
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- P.R : Dopo una così lunga esperienza di insegnamento in Francia, lei avrà certamente notato una differenza tra la scuola francese e quella russa.
- N.P : Certamente, e quale differenza! Potrei scrivere una tesi a questo proposito. Ma in un'intervista voglio solo sottolineare l'indispensabile! Nella scuola russa l'attenzione è rivolta all'espressione musicale, la sonorità, l'interpretazione. Nella scuola francese la tecnica viene considerata principalmente come l'unico obiettivo finale. Ma esistono anche in Francia delle correnti, che potremmo definire "sotterranee", le quali promuovono un cambiamento di questo modo di pensare. In Russia i metodi di insegnamento della musica sono simili in tutti gli istituti.Esistono inoltre molti specialisti che aiutano la formazione dei giovani insegnanti. Tutti gli studenti sono obbligati a fare degli stages nelle scuole di musica. In Francia domina la teoria, in Russia la pratica. L'mpostazione della mano e del corpo sono essenziali in Russia. In Francia ho conosciuto alcuni allievi, soprattutto quelli che avevano seguito gli insegnamenti di professori privati, che non avevano alcuna nozione su quello che poteva rappresentare una corretta postura. Senza l'impostazione corretta della mano e del corpo non si può ottenere una buona sonorità e rendere al meglio le differenze proprie di ogni stile.
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- P.R : Cosa la distingue dagli altri professori?
- N.P : Come ho già detto, la mia ricca e lunga esperienza. In Francia, negli ultimi cinque anni, ho lavorato con Monique Deschaussées ed ho trasmesso con successo il suo metodo ai miei allievi, poiché lei è eccezionale ed unica al mondo. Inoltre la mia formazione di psicologa mi aiuta efficacemente nel processo di insegnamento e nel tenere presente innanzitutto l'individualità di ciascuno dei miei allievi. Questo mi permette di mettere in risalto il lato più creativo delle loro capacità.
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